mercoledì 8 settembre 2010

IL CAPITANO

 "Percorri soltanto le vie indicate dall’onore. Lotta e non essere mai vile. Lascia agli altri le vie dell’infamia: Piuttosto che vincere per mezzo di un’infamia, meglio cadere lottando sulla strada dell’onore"


chi avrà pronunciato questa frase, ve lo starete chiedendo in molti.
Il nome Codreanu vi dice nulla? Probabilmente niente, ma andiamo a conoscere meglio la storia di questo giovane eroe:


Fin dalla giovinezza manifesta grande interesse per la causa nazionale. Nel 1916, con l'entrata della Romania nel primo conflitto mondiale, tenta l'arruolamento pur non avendo ancora raggiunto l'età per la coscrizione. Il fallimento del tentativo, unito all'uscita anzitempo dal conflitto dello stato balcanico e alle conseguenti pesanti condizioni imposte dal trattato di Bucarest, ne accresceranno a dismisura i sentimenti nazionalisti, indirizzati soprattutto contro la pressione della vicinarivoluzione bolscevica e le comunità ebraiche della Moldavia. Una volta iscrittosi all'università della città natale, alla facoltà di legge, comincia la carriera politica. Frequenta dapprima Alexandru Cuza, fervente nazionalista, e di lì a poco fonderà con un elettricista la Garda Conştiinţei Naţionale (Guardia della Coscienza Nazionale).
Nel 1922 si trova in Germania, come studente nelle Università di Berlino e di Jena. Qui matura una profonda avversione per i principi democratici dell'allora Repubblica di Weimar. Tornato in patria l'anno seguente, fonda con Cuza la Lega per la Difesa Cristiano-Nazionale. Si tratta di una formazione ben più battagliera della precedente GNC, che tenta l'assassinio del politico Bratianu, poi fallito per un tradimento interno al gruppo stesso. Per il tentato omicidio, Codreanu sarà imprigionato a Bucarest nel ottobre 1923.

I trascorsi in carcere lo allontano sempre più da Alexandru Cuza. È in questo periodo che svilupperà l'idea di creare la Legione dell'Arcangelo Michele (per un'icona religiosa presente nella sua cella), un organismo paramilitare, in contrasto con l'altro alleato, cui rimarrà la vecchia organizzazione. Al termine del confino tra le sbarre riprende quindi intensamente l'attività politica, caricata di un forte misticismo e di altri scontri con le forze politiche al governo, che gli sono causa di un nuovo arresto nel 1924, nella sua stessa Iasi.

L'arresto lo spinge a una seconda fuga nel 1926, questa volta in Francia. Tornato in Romania l'anno successivo, si candida nella città di Focsani, senza però risultati apprezzabili. Decide allora una drastica reimpostazione dell'azione di propaganda: si muove per le zone rurali più profonde del paese, facendo leva sui principi del cristianesimo ortodosso e sui sentimenti antisemiti di moltissimi contadini. Quando si fanno sentire gli effetti della Grande depressione, alla fine del decennio, il successo di Codreanu cresce ulteriormente.
A favorirne il successo, la denuncia della corruzione diffusa tra i politici e gli aiuti costanti ai ceti più disagiati lo fanno diventare un eroe popolare. I gruppi di potere, al contrario, lo guardano con ostilità e sospetto sempre maggiori, sentimenti che culmineranno con l'ascesa al potere in Germania di Adolf Hitler. Ai tentativi di ridimensionamento da parte dei primi rispondono le rappresaglie della Guardia di Ferro (questo il nuovo nome della Legione).
Il governo perciò mette fuori legge le formazioni paramilitari nel 1936.
Codreanu obbedisce prontamente all'ordine ma si ripresenta pochi mesi dopo con un gruppo chiamato Totul Pentru Tara (Tutto per la patria).
Nelle elezioni del 1937 vince il Partito Agrario Nazionale appoggiato dal re Carol II, senza però scalzare del tutto la TPT e la vecchia Lega di Alexandru Cuza, che competono nella proposta delcorporativismo.
Il re aspetta l'opportunità per ribaltare l'assetto del potere, premeditanto di distruggere la Guardia di Ferro ed assassinare lo stesso Codreanu, dopo averne rilanciato alcuni dei suoi stessi propositi per ottenere maggior consenso popolare. Il piano viene messo in pratica solo quando appare certo che la Germania di Hitler non sarebbe intervenuta con alcuna ritorsione armata nella politica interna rumena. Viene promulgata una nuova costituzione e migliaia di legionari in tutta la Romania vengono perseguitati. La repressione diventa sempre più spietata e le incarcerazioni di massa. Codreanu stesso viene imprigionato e, in seguito a processo sommario, condannato ad una lunghissima detenzione con la strumentale accusa di aver tradito la propria patria in favore di non meglio specificate potenze straniere.
Durante i giorni di prigionia Codreanu tiene un diario, che sarà pubblicato dopo la sua morte.
«  Fede e Amore, non le ho perdute, ma sento che a un tratto si è disseccato il filo della speranza. Sono 60 giorni che dormo vestito sul tavolato e su questa stuoia, 60 giorni e 60 notti che le mie ossa succhiano, come una carta assorbente, l'umidità che trasuda dalle pareti e dal pavimento. »
(Diari di Corneliu Zelea Codreanu, 17 aprile 1938)
Codreanu verrà ucciso il 30 novembre di quell'anno insieme ad altri 13 legionari. Secondo la versione ufficiale diramata dalle forze governative, la sua uccisione avviene in seguito ad un tentativo di fuga collettivo messo in atto durante il tragitto di trasferimento verso un altro penitenziario. Le ricostruzioni successive e varie testimonianze ( tra cui quelle di alcuni secondini autori degli omicidi ) appurano invece che si tratta di una strage premeditata organizzata dalle forze governative. I 14 detenuti vengono infatti strangolati contemporaneamente da altrettante guardie carcerarie durante il tragitto di trasferimento. Il corpo di Codreanu e quelli dei suoi legionari sono quindi sfigurati in viso con sostanze acide e poi occultati in una fossa comune scavata in aperta campagna.



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